Chi siamo

La libertà di cercare, il piacere di farlo insieme
Inner Innovation Project è nato dalla mente e dal cuore di Antonella Spotti e Andrea Di Terlizzi, coadiuvati da amici e professionisti che offrono quotidianamente il loro aiuto per l’ampliamento di un progetto in cui credono fortemente.

L’anima di chi collabora è volta alla diffusione di conoscenze e idee che possono favorire un sempre maggiore sviluppo di consapevolezza individuale. La diffusione di testi e musiche è certamente un aiuto per ampliare la comunicazione di un messaggio diretto a tutti.

Attraverso Inner Innovation Project sono in parte trasmessi i contenuti pratico-teorici che fanno parte di SPHERA, il metodo di formazione interiore e ricerca spirituale creato dagli autori dei testi presentati. Gli incontri di SPHERA permettono lo studio pratico degli argomenti trattati nei libri.

Chi desidera ottenere informazioni sugli incontri-seminari di SPHERA può inviare una mail a: informazioni.sphera@gmail.com

Noi crediamo sia sempre più importante, nella nostra epoca, la collaborazione e la condivisione reciproche, in un clima di rispetto e scambio di conoscenze ed esperienze. Ognuno di noi, nelle diverse attività professionali, cerca di portare nella vita di tutti i giorni i valori acquisiti in un libero percorso di ricerca personale e interiore, per far sì che un serio lavoro interiore non rimanga solo un fenomeno individuale, ma sia anche uno strumento per migliorare la società in cui viviamo.

Lo staff di Inner Innovation Project

Qualche notizia sugli Autori

Andrea Di Terlizzi

Nato a Milano il 30 settembre del 1955, Andrea Di Terlizzi ha iniziato il suo percorso di ricerca all’età di 15 anni, già da allora interessato alla natura reale dei fenomeni della vita.

A 17 anni incontra il maestro Angelo Abruzzo e inizia un serio studio dello Yoga e delle discipline cinesi.
In Seguito si dedica allo studio pratico-teorico del Buddhismo Zen e successivamente riceve il kesa e l’abilitazione all’insegnamento.

All’età di vent’anni è stato iniziato al Krya Yoga da Swami Sanakananda, discepolo diretto di Sri Yukteswar (maestro di Paramahansa Yogananda).

Per lungo tempo ha studiato e praticato le filosofie e le scienze orientali, entrando poi a far parte dell’A.M.O.R.C., nell’ordine dei Rosacroce, dove ha approfondito le scienze simboliche e magiche egiziane e occidentali.

Da allora ha iniziato l’insegnamento per diffondere le discipline che lo avevano portato a un risveglio interiore.
Ha lavorato individualmente con diversi professionisti e Imprenditori caratterizzati da una spiccata visione etica, operando anche nel campo del coaching per la formazione umana.

Nel 1988 ha fondato una scuola di ricerca interiore in collaborazione con un amico, dalla quale dopo molti anni di attività si è progressivamente dissociato, non riconoscendo più in essa i valori che lo avevano visto impegnato a diffonderne i contenuti.

Conferenziere e autore di numerosi libri (edizioni Inner Innovation Project), tiene regolarmente seminari e incontri per l’approfondimento delle scienze antiche, promuovendo la libertà interiore come strumento principale per un reale e non illusorio progresso individuale.

Breve estratto da un’intervista ad Andrea Di Terlizzi.

Come sappiamo, negli anni ha conosciuto personaggi rilevanti del mondo della spiritualità.  Lei si considera un Maestro spirituale?

Maestro spirituale? (risata), si tratta solo di un termine. Attraverso i termini, le gerarchie e i ruoli precostituiti, si sono create infinite formule per controllare le persone. Come sono ritenuto da altri, non cambia ciò che sono; e quello che sono, non dipende da come gli altri mi definiscono.

Mi può spiegare quale è il suo sistema di insegnamento?

No, no! Per l’amor del cielo! (altra risata). I sistemi sono qualcosa di rigido e tendono a creare in coloro che li seguono una nuova forma di rigidità mentale, con le sue convinzioni e le sue ideologie. Non credo al fatto di sostituire vecchie convinzioni con altre nuove. Ritengo che un percorso di sviluppo interiore debba essere fluido, senza pacchetti preconfezionati. Ognuno di noi è diverso. Aderire a un sistema prefabbricato è la morte della ricerca.

Ma lei insegna un metodo, no? Avrà pure dei punti fermi.

Si, certamente esiste un metodo, ma non è qualcosa di imprigionato in un sistema rigido e organizzato in tappe precise.  I principali punti fermi sono l’apprendimento dei procedimenti che possono far emergere lo stato di Meditazione, acquisendo la consapevolezza di una Mente dietro e oltre i pensieri, e una Sensibilità interiore, che normalmente è nascosta dalle emozioni di superficie. Non è qualcosa che può essere spiegato in poche parole.  Utilizzo conoscenze che non provengono da una sola cultura o tradizione, anche se prevalentemente hanno matrice orientale e originano da luoghi in cui, sin da epoche remote, lo studio della psiche e della natura umana era molto avanzato.

Leggendo i suoi libri, mi è parso di capire che la sua visione è volta molto verso la libertà da dogmi e credo di ogni genere. Lei non comunica una visione precisa in cui credere?

No, assolutamente no! Sono fermamente convinto che esista una Verità e altrettanto convinto che frammenti di tale Verità possano essere realizzati solo ed esclusivamente se si è totalmente liberi di cercarli all’esterno e all’interno di sé stessi, senza obblighi e senza paletti.

Trasmettere una visione in cui si deve credere, significa distruggere questa possibilità.

Eppure, nel corso di una sua conferenza, le ho sentito parlare di cose che lei dava per certe, avendole realizzate personalmente.

È assolutamente vero! Guardi, le faccio un esempio: se lei ha fatto un viaggio in un luogo dove un suo caro amico non è mai stato, tornando da quel viaggio potrà raccontargli cosa ha visto. Questo lo ritiene un atteggiamento giusto e amichevole?

Ma certo che si! Si tratta di condividere la propria esperienza con chi mi è caro.

Ecco, questo è anche il mio punto di vista. Mi sono cari tutti coloro che cercano qualcosa di più profondo e vero, in un mondo sempre più pazzo e superficiale. Non ho problemi a raccontare quello che ho visto e realizzato in un viaggio di ricerca interiore che dura da tutta la vita. Ritengo sia serio e giusto testimoniare ciò che si è compreso e realizzato.

Tuttavia, non solo non mi attendo che le persone credano ciecamente in quello che affermo, ma sono in prima persona molto attento a evitare che lo facciano. Io spiego ciò che so e insegno come arrivare a vederlo con i propri occhi. Non amo i dogmi e non voglio creare nuovi dogmi.

La vera ricerca implica esperienza diretta. Le testimonianze altrui possono essere molto utili, ma solo per darci il desiderio di alzarci dalla sedia e andare a vedere con i nostri occhi.

Questa per me è la ricerca. Un rapporto di vero rispetto tra chi comunica un messaggio e chi lo accoglie. Non esiste rispetto nel pretendere di colonizzare le menti altrui e nemmeno vero amore. Almeno, questo è il mio pensiero.

Antonella Spotti

Antonella Spotti ha fondato Inner Innovation Project assieme ad Andrea Di Terlizzi. Insegnante di Yoga e Meditazione è costantemente impegnata nella diffusione del metodo SPHERA, per trasmettere le conoscenze acquisite in più di quaranta anni di ricerca.

All’età di 20 anni ha iniziato la sua carriera lavorativa nell’ambito della sanità, abbandonandola dopo circa dieci anni, per iniziare l’insegnamento dello Yoga e della meditazione.

Nel corso dei suoi studi con Andrea Di Terlizzi, Antonella Spotti ha sviluppato particolari capacità “psichiche”, che le hanno permesso di vagliare da un altro punto di vista numerose tradizioni spirituali, appurandone la validità – o le incongruenze – rispetto alle teorie connesse all’energia e alla sfera immateriale, da cui si sono originate molte concezioni metafisiche e le tecnologie interiori tra le più diffuse.

Antonella Spotti si presenta come una discepola di Andrea Di Terlizzi, sebbene essa stessa spieghi che questa definizione può trarre in inganno: “Uso il termine discepola perché non saprei come altro definire il legame profondo che mi lega a lui. Lo considero indubbiamente un maestro, nel senso più aperto e profondo del termine. Di conseguenza, lo ritengo il mio maestro. Però, nel nostro rapporto, c’è assai poco di ciò che normalmente e in epoca moderna s’intende con questi termini. Nel mio libro Blu Profondo ho cercato di spiegare al meglio cos’è – per me e per lui – il senso di un percorso di insegnamento e di apprendimento, innanzitutto basato sul rispetto reciproco, sulla più totale libertà e su una forma di amore veramente impersonale”.

Abbiamo posto alcune domande alla co-fondatrice di Inner Innovation Project.

Nei suoi libri risalta molto un aspetto razionale e concreto, eppure lei ha anche descritto esperienze personali che riguardano la sfera immateriale e spirituale. Quest’apparente “dicotomia” non può lasciare perplessi, secondo lei?

Non so cosa pensino i lettori di ciò che scrivo. Spero colgano la sincerità e la veridicità di quello che esprimo. Per me non esiste nessuna contraddizione. Se faccio un’esperienza che non rientra negli aspetti materiali della realtà in cui viviamo, non posso certo negarla.

Tuttavia la razionalità, il ragionamento e la tendenza a dubitare fanno parte della mia formazione umana. Per il tipo d’insegnamento che ho seguito e che trasmetto, l’esperienza diretta e la capacità di rimanere con i piedi per terra è fondamentale.

Ho imparato l’importanza di costruire una mente ordinata e capace di non essere influenzata dalle emozioni, così come ho appreso a vivere le emozioni libere dai condizionamenti mentali.

Perciò, per me, la razionalità e il ragionamento sono tanto importanti quanto la sensibilità interiore e il silenzio mentale. Li ritengo due facce di una stessa medaglia. Entrambi fondamentali per un percorso di risveglio interiore.

Ma cosa intende esattamente con il termine ricerca interiore? È una definizione che ricorre spesso nei suoi libri e nei testi di Andrea Di Terlizzi.

Si cerca qualcosa di cui si conosce o si sospetta l’esistenza, ma che non si è ancora trovato. Interiore è quella parte di noi che rimane celata dietro alla personalità.

Parliamo d’inconscio?

No, l’inconscio fa ancora parte della mente comune. È costituito dai condizionamenti e dalle esperienze che si sono stratificate negli anni e che non sempre emergono alla superficie, anche se esercitano un’influenza continua. La parte interiore è qualcosa di più profondo, che non riguarda il vissuto di una sola vita. È l’impronta di base di un essere, di cui può anche rimanere all’oscuro per tutta la vita. Di solito è così.

Ma perché è così importante cercare questa parte?

Perché li, proprio li, risiedono i nostri poteri, la nostra vera sensibilità e tutti i collegamenti a quelle forze che trascendono la natura umana, intesa come personalità terrena. Scoprire quella parte e realizzarla anche solo parzialmente permette di sviluppare una condizione di forza, lucidità ed equilibrio, del tutto sconosciuti.

Non è solo una ricerca spirituale, un bisogno di capire la natura della realtà oltre il visibile; è anche l’accesso a una vita più bella e profonda proprio qui, nella realtà di tutti i giorni.

È la riduzione o la fine delle paure che affollano l’animo umano. È la cessazione dei conflitti interiori, della violenza e anche della debolezza dinanzi all’imperscrutabilità dell’esistenza, o agli abusi esterni.

Le sembra poco?

No, anzi. Mi sembra davvero molto. Grazie.

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