La differenza
Spesso ho parlato di qualcosa che ho definito in questo modo: la Differenza

Un segreto da non sottovalutare, che può condurci a possibilità insospettate; qualcosa d’impalpabile che rappresenta la porta per un “mondo perduto” e anche il nostro possibile biglietto da visita per vivere istanti magici e irripetibili, scoprendo quei misteri della vita – presenti anche nei momenti più comuni – che possono donarci una nuova e più ricca percezione dell’esistenza (insieme a capacità uniche e sorprendenti).
Forse la possibilità di cogliere la Differenza non è per tutti, ma certamente vale la pena di provarci. In qualche misura, per riuscirci occorre possedere la natura degli avventurieri, perché in fin dei conti si tratta di vivere la vita alla ricerca di qualcosa che per lo più rimane celato dietro all’apparenza delle cose. Camminare silenziosamente nel fitto di una foresta in attesa di cogliere un piccolo fruscio che riveli la presenza di un animale, o spingersi fino agli estremi del mondo conosciuto alla ricerca delle vestigia nascoste d’antiche civiltà scomparse, non sono cose molto differente dal vivere nel luogo in cui ci troviamo alla ricerca della Differenza. In entrambi i casi occorre amare l’avventura e il mistero, desiderando sollevare il velo dell’ignoto, per vedere con i propri occhi ciò che rimane sconosciuto ai più.

La Differenza è quanto possiamo cogliere – e non è facile – della Presenza. Quest’ultima è stata, ed è ancora, l’oggetto della conquista paziente e appassionata di molti ricercatori: mistici, filosofi, ricercatori e scienziati dello spirito. La Presenza, che non voglio chiamare in nessun altro modo, rappresenta la più grande e indefinibile scoperta rivelabile all’essere umano. Non esiste nulla di paragonabile al dischiudersi dei portali che conducono a intuirne l’esistenza, ma è qualcosa di molto lontano dalla mentalità dell’uomo moderno; di queste cose egli sorride e così facendo, perde molto (pressoché tutto).
La Differenza è la traccia e la guida di questa indagine, che coincide con una maggiore possibilità di benessere, pienezza e appagamento e anche con un ulteriore sviluppo del potenziale umano. Scoprire la natura delle cose equivale a divenirne consapevolmente parte. Il profondo e possente equilibrio espresso dalla natura del nostro pianeta è presente anche in noi stessi; tuttavia, non sappiamo coglierlo e attingervi.
La Differenza – che non è un’immagine astratta ma una realtà tangibile (per chi sa come percepirla) – è il segno distintivo di una verità assolutamente più vasta di quella giornalmente vissuta; può esser colta nel gesto più banale, trasformato in un’emozione di rara e indimenticabile intensità; oppure può repentinamente manifestarsi nell’inusuale, rivelandoci segreti impensabili, dinanzi ai quali lo stupore è l’unica sensazione possibile. Essa esiste e… non va creata.
Come i misteri della natura rimangono nascosti agli occhi indagatori di uno scienziato, sino al momento dell’emozionante scoperta (ma esistevano ancor prima che egli li cogliesse), così la Differenza è costante e pervadente, anche se in alcuni ambiti e istanti la sua forza è maggiormente percepibile.

Per cogliere la Differenza occorrono la moderazione e l’apertura di pensiero provenienti dall’intuizione che – proprio per quanto riteniamo di conoscere – il più delle volte continua a sfuggirci. È una grande illuminazione, che apre le porte della Possibilità, una qualità che crea l’opportunità di percepire la Differenza che, a sua volta, può consentirci di cogliere la Presenza (anche solo per un istante).
La Differenza è ciò per cui vale la pena vivere. Merita di essere cercata in ogni momento della nostra esistenza. Essa prova la realtà di una magia naturale che compenetra tutto ciò che esiste. È quello che rende speciali un bacio, una carezza, una serata indimenticabile fra amici, oppure un momento di vera passione. Può essere colta sempre e ovunque anche se, realizzare questa capacità, non è facile come parlarne. Occorre creare la Possibilità.
Molti, oggi, parlano di spiritualità, etica e ricerca di valori profondi; ma tutte queste cose sono vuote senza la Possibilità di sperimentare la Differenza. In mancanza di questa capacità si tratta solo di parole e non cambia mai nulla, né in se stessi, né all’interno della società.
Ciò di cui parlo è un elemento costitutivo della Realtà; o meglio, è qualcosa che ne riflette la costante Presenza.

La Differenza è quella porta che ci conduce alla percezione di realtà parallele su ciò che osserviamo, ognuna delle quali possiede velocità e leggi differenti e specifiche, superiori a quelle ordinarie. È come passare dal bidimensionale al tridimensionale, o dalla terza dimensione – che rappresenta il nostro spazio sensoriale – alla quarta dimensione. Non è facile da capire sul piano teorico. Da un certo punto di vista è più semplice sperimentarlo.
Si tratta di una condizione che ci offre un nuovo campo d’osservazione su cose, persone, eventi e idee. Normalmente, quando analizziamo un problema, lo facciamo attraverso ciò che di esso conosciamo. Gli effetti dell’osservazione sono condizionati dai limiti e dai contenuti pregressi del nostro intelletto. Anche se riusciamo a ripulire la mente dai dati provenienti dal passato e ci liberiamo dalle sue reazioni meccaniche, ciò che possiamo analizzare con la mente rimane limitato alle specifiche qualità del pensiero, che sono semplici e binarie.

La sensibilità emotiva ovviamente può aggiungere nuove capacità, ma anche in questo caso l’esame del problema in oggetto – nel suo assieme – rimane circoscritto nel limite di ciò che noi siamo (come somma delle esperienze passate e delle capacità analitiche acquisite).
La Differenza ci sposta invece su un piano effettivamente diverso, nel quale gli schemi intellettivi ed emozionali ordinari acquistano momentaneamente nuove e più vaste possibilità. È come se guardassimo un giardino dall’alto, anziché sdraiati a terra: dal suolo, la visione d’assieme è impossibile, ma innalzandoci non solo appaiono ben visibili i dettagli, ma si ottiene anche la “cartina generale” dell’ambiente osservato.
Questo vale anche per l’analisi di un fatto, la risoluzione di un problema o l’osservazione di se stessi. Attraverso questa particolarissima condizione è possibile cogliere tutto ciò che altrimenti sfuggirebbe all’attenzione. I dati a disposizione aumentano considerevolmente e nasce una concreta possibilità di controllare i propri stati d’animo e gli eventi.

Indagare sulla Differenza è un’avventura degna di nota, ma è anche il modo più diretto ed efficace per conquistare gradi di piacere, pienezza e capacità, non acquisibili nella sfera della coscienza ordinaria. Camminando per una strada senza il dono della vista, possiamo cogliere molte cose attraverso i sensi rimanenti, ma non avremo mai una percezione completa dell’ambiente che ci attornia.
I vari livelli della Differenza aprono la nostra mente a una crescente percezione della realtà, con effetti inimmaginabili per la vita di tutti i giorni.
La realtà non è solo quella che appare ai nostri occhi. La maggior parte delle cose rimane celata alla nostra vista. Ciò vale per tutto, dal lavoro all’amore. Quello che percepiamo non possiede una valenza assoluta. Noi cogliamo solo aspetti, rifrazioni e sfumature.
La Differenza esiste, ma pochi la colgono. Tutto risiede nell’osservatore. Per noi è reale solo ciò che possiamo percepire e con cui possiamo interagire. La verità, da un punto di vista puramente soggettivo, è forse meno rilevante della nostra capacità di scorgerla. Anche il più splendido fra i segreti, se per noi rimane tale, non potrà esserci direttamente utile.
La parola “Differenza” non descrive un’ipotesi affascinante, della quale possiamo tranquillamente fare a meno, ma una fessura dischiusa su infinite opportunità. Ignorarne l’esistenza non ci permette di vivere meglio. L’ignoranza non aiuta mai.

In questa epoca frettolosa e superficiale, nella quale cerchiamo sempre il “riassunto” delle cose per non impegnarci a comprenderle in profondità, siamo poco attenti a tutto ciò che non s’impone alla nostra presenza. Siamo abituati a urlare per farci sentire e non ci accorgiamo di chi non richiama la nostra attenzione nel medesimo modo.
Le leggi dell’universo in cui viviamo, però, scorrono immutabili ed eterne, da molto prima che la razza umana facesse la sua comparsa sulla Terra. Non possiamo pretendere che la vita ci rincorra per rivelarci quei segreti che ci renderebbero felici e privi di timori! Siamo noi che dobbiamo avere la saggezza di fermarci e chiederci quali segreti dobbiamo svelare per ottenere una maggiore pienezza. Pienezza interiore.

La Differenza è uno di questi segreti.

di Andrea Di Terlizzi

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Paolo Facchini
Ospite

Cògliere questa Differenza illumina e trasforma i passi del nostro incedere nella vita. Così vivere diventa Arte del Vivere e forse anche Arte del Morire (come amo spesso pensare) nella trasformazione…