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Sphera – Scuola di indagine interiore

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INDICE
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informazioni.sphera@gmail.com

Presentazione

Sphera presenta un metodo di studio e di apprendimento basato sulla comprensione di sé stessi e del mondo in cui viviamo, privo di schemi prestabiliti e dogmi precostituiti, a qualsiasi tradizione essi appartengano e a prescindere dall’autorevolezza di chi li promulga.

Cos’è il Metodo Sphera?

Sphera è un metodo per la comprensione dei meccanismi che regolano la vita umana, dalla psiche alle emozioni, dalla salute del corpo all’accrescimento dei talenti e del potenziale individuale, fino alla comprensione-realizzazione della natura spirituale dell’essere umano.

Il percorso adottato utilizza conoscenze provenienti dalle antiche Scienze interiori, principalmente di estrazione orientale, abbinate a un profondo studio della mente e del suo funzionamento. Presenta quindi un percorso pratico, affiancato a un lavoro teorico vivo e collegato alla vita di tutti i giorni.

Come si sviluppa l’insegnamento?

Andrea Di Terlizzi e Antonella Spotti, fondatori del Metodo Sphera, tengono seminari mensili di una giornata, ai quali è possibile accedere a seguito di un breve colloquio (di persona o telefonico). I seminari includono uno studio approfondito dello Yoga delle origini, tecniche energetiche e pratica di meditazione. Tutto ciò che riguarda gli aspetti teorici connessi alla vita e alle tecniche insegnate sono largamente trattati ad ogni incontro.

Gli iscritti ai seminari possono beneficiare di una chat nella quale è possibile dialogare, porre domande o esprimere osservazioni nell’arco di tutto il mese, tra un seminario e l’altro. Questo, allo scopo di mantenere un contatto vivo e fresco e chiarire qualsiasi aspetto connesso alle pratiche, anche da parte di chi risiede in luoghi lontani, in Italia o all’estero.

Due volte all’anno i Fondatori tengono un seminario di tre giorni aperto a tutti, anche a coloro che non frequentano Sphera, per consentire un primo approccio al Metodo. Questi incontri si basano anche sul benessere e sul relax e sono organizzati in ambienti molto gradevoli.

Il Metodo Sphera segue una tradizione specifica?

NO, uno dei capisaldi del Metodo è rappresentato proprio dal non ingabbiare la mente in una specifica tradizione, o in un sistema di protocolli tecnici, rigidi e ripetitivi. Secondo i Fondatori, la spiritualità e la ricerca interiore devono essere libere da qualsiasi forma di aderenza forzata a idee o credenze. Si studia infatti come liberare la mente dai condizionamenti presenti, senza cadere nel facile errore di aggiungerne di nuovi.

La Scuola propone visioni in cui credere o regole comportamentali?

NO, a parte un’ovvia forma di educazione e rispetto reciproci, il principio di Libertà Individuale è il primo fondamento del metodo Sphera. Ogni partecipante è invitato a mantenere e coltivare una completa autonomia di pensiero, considerata dai Fondatori la base essenziale per una vera e non fittizia indagine interiore.

L’iscrizione alla Scuola di Sphera prevede un obbligo di partecipazione mensile?

NO, nel pieno rispetto della libertà individuale, ognuno può partecipare in base ai propri impegni di vita. Solo la chat è riservata a chi ha una frequenza regolare (sempre considerando la naturale possibilità di mancare ad alcuni incontri).

Gli aspetti tecnico-pratici sono creazioni moderne?

NO, tutti i procedimenti tecnici rappresentano il ritorno a conoscenze antiche che negli ultimi decenni si sono quasi interamente perse in tutto il mondo, spesso sostituite da protocolli improvvisati, o annacquate per scopi economici.

È possibile avere un rapporto diretto con i Maestri?

Andrea Di Terlizzi e Antonella Spotti rifuggono decisamente il ruolo che tradizionalmente è attribuito al termine “Maestro”. Considerano un enorme errore cedere alla tentazione di adagiarsi nell’accettazione incondizionata di una qualsiasi “autorità”. Secondo il loro pensiero, ogni pretesa di autorità spirituale è un inganno. Conoscendoli di persona o leggendo i loro libri, l’autorevolezza che esprimono si percepisce immediatamente, ma il rapporto che intrattengono con chiunque è estremamente gioioso e privo di formalità.

Quali sono i procedimenti tecnici più usati nel Metodo Sphera?

Alla base del Metodo troviamo la Meditazione, l’insegnamento della quale è presentato con un grande numero di sfaccettature, per evitare che l’apprendimento divenga un sistema rigido che impedirebbe una reale liberazione della mente e sarebbe di ostacolo alla capacità di produrre un cambiamento interiore che si rifletta nel quotidiano.

Lo strumento principale per raggiungere la Meditazione Profonda è l’utilizzo di procedimenti provenienti dallo Yoga originale (indo-tibetano), anticamente praticato per ottenere stati di coscienza superiori e non come forma di benessere fisico. Lo Yoga di Sphera è quindi insegnato come tecnologia interiore.

Chi ha problemi fisici può seguire il Metodo Sphera?

SI. Qualsiasi problema abbia una persona, può ricevere indicazioni pratiche che gli permettano di sviluppare pienamente la sua ricerca interiore. La comprensione di sé stessi dipende da un lavoro sulla consapevolezza e sulla coscienza e non dal corpo fisico. Sebbene esistano tecniche fisiche che possono aiutare, esistono anche procedimenti psichici che possono sostituirle.
La caratteristica portante del Metodo Sphera è proprio l’elasticità dell’insegnamento e la più completa libertà da tradizioni e sistemi costrittivi. Chiunque può giungere alla comprensione profonda di sé stesso e della vita. Chiunque lo desideri.

Quali sono i principali punti di riferimento del Metodo?

Meditazione (dalla consapevolezza sul presente alla Meditazione Profonda).
Raja Yoga (tecniche psicofisiche per l’incremento energetico e la preparazione alla meditazione).
Studio della consapevolezza nella vita ordinaria.
Studio della mente ed educazione all’analisi oggettiva (jnana Yoga).
Studio di ciò che è al di fuori delle percezioni sensoriali (educazione alla percezione del sovra-dimensionale).
Studio del pensiero e della parola come mezzi di auto-coscienza e comunicazione.

Secondo i Fondatori del Metodo Sphera è realmente possibile accedere a uno stato di coscienza superiore e portare questa condizione nella vita di tutti i giorni. L’antica sapienza che può condurre in uno stato di Illuminazione interiore è ancora percorribile, a patto che ci si liberi non solo dai condizionamenti sociali più profondi e innaturali, ma anche dalla trappola di sistemi che generano una nuova gabbia percettiva, anziché portare a una definitiva e completa libertà e profondità di percezione e visione della realtà.

Andrea Di Terlizzi

Andrea Di TerlizziNato a Milano il 30 settembre del 1955, Andrea Di Terlizzi ha iniziato il suo percorso di ricerca all’età di 15 anni, già da allora interessato alla natura reale dei fenomeni della vita. A 17 anni incontra il maestro Angelo Abruzzo e inizia lo studio dello Yoga e delle discipline cinesi. In Seguito si dedica allo studio pratico-teorico del Buddhismo Zen e successivamente riceve il kesa e l’abilitazione all’insegnamento. All’età di vent’anni è stato iniziato al Krya Yoga da Swami Sanakananda, discepolo diretto di Sri Yukteswar (maestro di Paramahansa Yogananda).

Per lungo tempo ha studiato e praticato le filosofie e le scienze orientali, entrando poi a far parte dell’A.M.O.R.C., nell’ordine dei Rosacroce, dove ha approfondito le scienze simboliche e magiche, egiziane e occidentali. In seguito si è allontanato da questa organizzazione alla ricerca di una conoscenza meno teorica. Attorno ai 18 anni ha iniziato l’insegnamento per diffondere le discipline che lo avevano portato ad un primo risveglio interiore. Negli anni sucessivi ha lavorato individualmente nel campo del coaching e della formazione umana, con diversi professionisti e Imprenditori caratterizzati da una spiccata visione etica. Nel 1988 ha fondato una scuola di ricerca interiore in collaborazione con un amico, dalla quale dopo molti anni di attività si è progressivamente dissociato, non riconoscendo più in essa i valori che lo avevano visto impegnato a diffonderne i contenuti.

Il percorso di Andrea Di Terlizzi è stato caratterizzato da una iniziale dedizione a tutto ciò che proveniva dalle tradizioni mistiche ed esoteriche principali. Ha incontrato personaggi rilevanti nei vari ambiti e ha frequentato organizzazioni di ogni genere, riscontrando un po’ ovunque la tendenza a richiedere un’accettazione incondizionata dell’insegnamento trasmesso. Proprio questo aspetto, unito alla generale propensione acritica degli allievi, lo ha portato a considerare come limitato – o non idoneo all’epoca attuale – un percorso spirituale privo di quella che ritiene essere la principale espressione della vera Ricerca: l’assoluta Libertà individuale e la capacità di mettere in dubbio – in modo costruttivo – qualunque forma di autorità spirituale. Il suo metodo di formazione interiore nasce proprio da questa considerazione e porta ogni studente verso il continuo ragionamento e la capacità di mantenere un’autonomia di pensiero, basata soprattutto su ciò che ognuno sente in sé stesso e che riesce a realizzare nel tempo.

Breve estratto da un’intervista ad Andrea Di Terlizzi

Come sappiamo, negli anni ha conosciuto personaggi rilevanti del mondo della spiritualità. Lei si considera un Maestro spirituale?

“Maestro spirituale? (risata), si tratta solo di un termine. Attraverso i termini, le gerarchie e i ruoli precostituiti, si sono create infinite formule per controllare le persone. Come gli altri mi ritengono, non cambia ciò che sono; e quello che sono, non dipende da come gli altri mi definiscono”.

Mi può spiegare quale è il suo sistema di insegnamento?

“No, no! Per l’amor del cielo! (altra risata). I sistemi sono qualcosa di rigido e tendono a creare in coloro che li seguono una nuova forma di rigidità mentale, con nuove convinzioni e riciclate ideologie. Non credo al fatto di sostituire vecchie convinzioni con altre nuove. Ritengo che un percorso di sviluppo interiore debba essere fluido, senza pacchetti preconfezionati. Ognuno di noi è diverso. Aderire a un sistema prefabbricato è la morte della ricerca”.

Ma lei insegna un metodo, no? Avrà pure dei punti fermi.

“Si, certamente esiste un metodo, ma non è qualcosa di imprigionato in un sistema rigido e organizzato in tappe precise. I principali punti fermi sono l’apprendimento dei procedimenti che possono far emergere lo stato di Meditazione, acquisendo la consapevolezza di una Mente dietro e oltre i pensieri, e una Sensibilità interiore che normalmente è nascosta dalle emozioni di superficie. Non è qualcosa che può essere spiegato in poche parole. Utilizzo conoscenze che non provengono da una sola cultura o tradizione, anche se prevalentemente hanno matrice orientale e originano da luoghi in cui, sin da epoche remote, lo studio della psiche e della natura umana era molto avanzato”.

Leggendo i suoi libri, mi è parso di capire che la sua visione apra alla libertà da dogmi e credo di ogni genere. Lei non comunica una visione precisa in cui credere?

“No, assolutamente no! Sono fermamente convinto che esista una Verità e altrettanto convinto che frammenti di tale Verità possano essere realizzati solo ed esclusivamente se si è totalmente liberi di cercarli all’esterno e all’interno di sé stessi, senza obblighi e senza paletti. Trasmettere una visione in cui si deve credere, significa distruggere questa possibilità”.

Eppure, nel corso di una sua conferenza, l’ho sentita parlare di cose che lei dava per certe, avendole realizzate personalmente.

“È assolutamente vero! Guardi, le faccio un esempio: se lei ha fatto un viaggio in un luogo dove un suo caro amico non è mai stato, tornando da quel viaggio potrà raccontargli cosa ha visto. Questo lo ritiene un atteggiamento giusto e amichevole?”.

Certo che si! Si tratta di condividere la propria esperienza con chi mi è caro.

“Ecco, questo è anche il mio punto di vista. Mi sono cari tutti coloro che cercano qualcosa di più profondo e vero, in un mondo sempre più pazzo e superficiale. Non ho problemi a raccontare quello che ho visto e realizzato in un viaggio di ricerca interiore che dura da tutta la vita. Ritengo sia serio e giusto testimoniare ciò che si è compreso e realizzato. Tuttavia, non solo non mi attendo che le persone credano ciecamente in quello che affermo, ma sono in prima persona molto attento a evitare che lo facciano. Io spiego ciò che conosco e insegno come arrivare a vederlo con i propri occhi. Non amo i dogmi e non voglio crearne di nuovi. La vera ricerca implica esperienza diretta. Le testimonianze altrui possono essere molto utili, ma solo per darci il desiderio di alzarci dalla sedia e andare a vedere con i nostri occhi. Questa per me è vera Indagine. È un rapporto di vero rispetto tra chi comunica qualcosa e chi lo accoglie. Non esiste nessun rispetto nel pretendere di colonizzare le menti altrui e nemmeno vero amore. Almeno… questo è il mio pensiero”.

Antonella Spotti

Antonella SpottiAntonella Spotti ha creato il Metodo Sphera con Andrea Di Terlizzi. Insegnante di Yoga e Meditazione è costantemente impegnata nella diffusione delle conoscenze acquisite in più di quaranta anni di ricerca. All’età di 20 anni ha iniziato la sua carriera lavorativa nell’ambito della sanità, abbandonandola dopo circa dieci anni, per dedicarsi esclusivamente all’insegnamento dello Yoga e della meditazione, che aveva iniziato a studiare e praticare a seguito dell’incontro con Andrea Di Terlizzi. Il suo interesse per la medicina, la fisiologia e l’anatomia umana, l’ha comunque accompagnata in tutto il suo percorso, portando nell’insegnamento delle discipline psicofisiche un valore aggiunto di considerevole utilità.

In molti anni di viaggi, alla ricerca dei luoghi più affascinanti e misteriosi che hanno visto la nascita e l’evoluzione delle Scienze Interiori e attraverso un susseguirsi di incontri con personaggi che ne rappresentavano varie tradizioni, ha esplorato assieme a Di Terlizzi molti aspetti decisamente poco conosciuti delle culture spirituali presenti sul pianeta.

Dopo circa vent’anni di studio e pratica di procedimenti interiori, Antonella Spotti ha risvegliato alcune facoltà di cui si legge sui testi antichi, che l’hanno messa in contatto con realtà infra-dimensionali e le hanno permesso di porre al vaglio la minore o maggiore veridicità di molte fra le tante notizie diffuse sul cosiddetto “mondo sottile”, ossia su ciò che fa parte di una sfera della realtà non percepibile attraverso i sensi fisici.

Antonella Spotti presenta sé stessa come una discepola di Andrea Di Terlizzi, sebbene spieghi chiaramente, attraverso le seguenti parole, che si tratta di una definizione che può trarre in inganno: “Uso il termine discepola perché non saprei come altro definire il legame profondo che mi lega a lui. Lo considero indubbiamente un maestro, nel senso più aperto e profondo del termine. Di conseguenza, lo ritengo il mio maestro. Però, nel nostro rapporto, c’è assai poco di ciò che normalmente e in epoca moderna s’intende con questo termine. Nel mio libro “Blu Profondo” ho cercato di spiegare al meglio cos’è – per me e per lui – il senso di un percorso di insegnamento e di apprendimento, innanzitutto basato sul rispetto reciproco, sulla più totale libertà e su una forma di amore veramente impersonale”.

Abbiamo posto alcune domande ad Antonella Spotti

Nei suoi libri risalta spesso un aspetto razionale e concreto, eppure lei ha anche descritto esperienze personali che riguardano la sfera immateriale e spirituale. Quest’apparente “dicotomia” non può lasciare perplessi, secondo lei?

“Non so cosa pensino i lettori di ciò che scrivo. Spero colgano la sincerità e la veridicità di quello che esprimo. Per me non esiste nessuna contraddizione. Se faccio un’esperienza che non rientra negli aspetti materiali della realtà in cui viviamo, non posso certo negarla. Tuttavia la razionalità, il ragionamento e la tendenza a dubitare, fanno parte della mia formazione. Per il tipo d’insegnamento che ho seguito e che trasmetto, l’esperienza diretta e la capacità di rimanere con i piedi per terra sono fondamentali. Ho imparato l’importanza di costruire una mente ordinata e capace di non essere influenzata dalle emozioni, così come ho imparato a vivere le emozioni libere dai condizionamenti mentali. Per me, la razionalità e il ragionamento sono tanto importanti quanto la sensibilità interiore e il silenzio mentale. Li ritengo due facce di una stessa medaglia, entrambi fondamentali per un percorso di risveglio interiore. Analogamente, le esperienze spirituali, o se preferisce, paranormali, fanno parte della mia vita, esattamente quanto può farlo il piacere di un buon cibo”.

Ma cosa intende esattamente con il termine ricerca interiore? È una definizione che ricorre spesso nei suoi libri e nei testi di Andrea Di Terlizzi.

“Ricerca e credenza non sono la stessa cosa. Quando siamo convinti di qualcosa, smettiamo di cercare. Quando io sono certa di qualcosa, perché l’ho realizzato concretamente, ne cerco comunque gli aspetti più profondi e nascosti. Su diecimila cose che conosciamo, un milione ci sfuggono ancora. L’umiltà è alla base dell’apprendimento e della ricerca. Si cerca qualcosa di cui si conosce o si sospetta l’esistenza, ma che non si è ancora trovato. Interiore è quella parte di noi che rimane celata dietro alla personalità”.

Parliamo d’inconscio?

No, l’inconscio fa ancora parte della mente comune. È costituito dai condizionamenti e dalle esperienze che si sono stratificate negli anni e che non sempre emergono alla superficie, anche se esercitano un’influenza continua. La parte interiore è qualcosa di più profondo, che non riguarda il vissuto di una sola vita. È l’impronta base di un essere, di cui si può anche rimanere all’oscuro per tutta la vita. Di solito è così, se non si intraprende un percorso di seria indagine”.

Ma perché è così importante cercare questa parte?

“Perché lì, proprio lì, risiedono i nostri poteri, la nostra vera sensibilità e tutti i collegamenti a quelle forze che trascendono la natura umana, intesa come personalità terrena. Scoprire quella parte e realizzarla, anche solo parzialmente, permette di sviluppare una condizione di forza, lucidità ed equilibrio, del tutto sconosciuti. Non è solo una ricerca spirituale, un bisogno di capire la natura della realtà oltre il visibile, è anche l’accesso a una vita più bella e profonda proprio qui, nella realtà di tutti i giorni. È la riduzione o la fine delle paure che affollano l’animo umano. È la cessazione dei conflitti interiori, della violenza e anche della debolezza dinanzi all’imperscrutabilità dell’esistenza, o agli abusi esterni. Le sembra poco?”.

No, anzi. Mi sembra davvero molto. Grazie.

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