COS’ È UN LIBRO?

Quante volte abbiamo sentito dire che non si leggono più libri? L’Italia è sicuramente al più basso livello di lettura tra le tante nazioni esistenti, ma questo fenomeno non è legato certamente solo al nostro Paese. La domanda è: perché? E quindi cos’è un libro?

LIBRI E VIDEO

libri e video

Prima di tutto andrebbe chiarito il fatto che esistono differenze sostanziali tra i vari generi letterari. Prendiamo ad esempi i manuali. Un tempo i manuali rappresentavano qualcosa di molto importante per imparare a fare qualsiasi cosa. Oggettivamente, nell’epoca attuale possono essere tranquillamente sostituiti dalla rete o dalle sempre più diffuse intelligenze artificiali, che da un certo punto di vista consentono di ottenere molte più informazioni e in tempi brevissimi. Anche la diffusione dei video ha surclassato i manuali su carta. YouTube è letteralmente ricolma di youtuber che spiegano come fare qualsiasi cosa, dalle ricette di cucina, all’aggiustare un elettrodomestico, fino all’utilizzo di tecnologie avanguardistiche. Utile e pratico.

Questa tendenza si è espansa anche per quanto riguarda gli argomenti scientifici, storici, o filosofici. Su questo punto, per quanto si possa essere più o meno concordi è comprensibile accettare la tesi che, in un mondo che viaggia a una velocità ossessiva e tende sempre più alla superficialità, una sintesi prodotta da un’intelligenza artificiale, oppure un video che ci spiega brevemente la vita di Napoleone, o i contenuti della filosofia buddhista, risultino più appetibili, sia per questioni di comodità, sia per un calo preoccupante nella capacità media di concentrazione delle persone.

Bene, questo però non è un articolo che vuole analizzare le motivazioni per cui si legge poco, ma al contrario cosa rende diverso un libro da un video, da un podcast, o da un estratto sintetizzato dall’intelligenza artificiale.
Quello che sembra essere dimenticato, in un mondo in cui i social e YouTube hanno anestetizzato la sensibilità individuale e la capacità di sognare, è che un libro rappresenta un’esperienza di partecipazione diretta nell’immersione in un mondo. Cerco di spiegare meglio questo concetto, perché lo ritengo importante.

Prendiamo ad esempio un film o un video che descrivono un luogo, oppure l’esperienza di una o più persone. Le immagini che il nostro cervello riceve danno luogo a risposte emotive e intellettive totalmente pilotate. Quando vediamo un personaggio piangere, o ridere, oppure un ambiente che esprime una qualità cupa o gioiosa, non rimane molto più da registrare mentalmente, e da trasferire sul piano emozionale. Il fatto è chiaro e quasi sempre potenziato da suoni e musiche, che hanno lo scopo di chiudere la gabbia percettiva in un range emotivo prestabilito. Possiamo solo identificarci in quello che vediamo, ossia caderci dentro come fanciulli, oppure respingerlo, se riteniamo che il prodotto sia malfatto. Rilassante e divertente, ma raramente va oltre le emozioni di superficie.

GLI EFFETTI DELLA LETTURA

gli effetti della lettura

Quando leggiamo un libro invece (sempre che ci piaccia), questo fenomeno è impossibile. Per quanto i concetti, gli eventi, o gli ambienti, siano ben descritti, è sempre la nostra mente ed è sempre la nostra qualità emotiva e intellettiva, a dar loro forma, luci e colori. Detto in altre parole, il lettore partecipa alla stesura della narrazione.

Chi scrive socchiude una porta, ma chi legge la spalanca e quello che troverà oltre la soglia è in gran parte un aspetto di se stesso. Non incontrerà solo il noto, questo è certo, ma vedrà emergere anche parti di sé che giacevano in stato di sonnolenza. Quello che invece è troppo distante da noi stessi, per quanto ben scritto, non penetra in profondità. È la ragione per cui, soprattutto nel caso di libri che esprimono concetti profondi, una rilettura a distanza di mesi può condurre a sorprendenti e spesso sconvolgenti sorprese. Ciò è dovuto al fatto che la lettura, per il modo stesso in cui funzionano il nostro cervello e la nostra sensibilità, non è mai passiva, ma rappresenta un viaggio in continuo cambiamento, nella misura in cui noi stessi cambiamo, in parte per l’influenza di ciò che possiamo leggere e in parte per un nostro naturale evolverci.

Questo risulta impossibile con un film o un video. Anche se trattano argomenti non superficiali, il nostro cervello lascia passare i contenuti in modo passivo e non creativo. I tempi nel corso dei quali appaiono le immagini, o sono sviluppati i dialoghi e i contenuti, non favoriscono lo sviluppo di uno spazio personale entro il quale mettere in moto un processo creativo di ricostruzione degli eventi o dei concetti, nei tempi e nelle modalità più consone all’osservatore.

LEGGERE È COME VIAGGIARE

leggere è come viaggiare

Un libro in effetti è un viaggio in sé stessi. Può essere un viaggio nella conoscenza, oppure nell’avventura, o nel sogno. In ogni caso, è parte di noi e non un invasore che dall’esterno colonizza le nostre emozioni e le nostre menti per un breve periodo di tempo. Non voglio con questo affermare che un video o un film non possano suscitare riflessioni o emozioni, ma principalmente che non sono gli strumenti più adatti per portare alla luce parti di noi stessi.
Per questo, affermo che un libro è come un viaggio. È qualcosa che ci fa penetrare in un mondo talvolta sconosciuto, che però favorisce l’emersione di aspetti personali altrettanto sconosciute e, per questa ragione, ci riguarda sempre in modo diretto.

Chiunque scriva un libro, che non sia semplicemente il prodotto di un’operazione di marketing, sta parlando di se stesso, perfino quando descrive un paesaggio. Accade anche con la pittura, la musica, o qualsiasi opera d’arte che non sia “prodotta a tavolino”, come si usa dire, ossia vuota di contenuti e mirante solo all’aspetto commerciale. Perciò, leggendo un libro entriamo in contatto con un’anima, e di quella stessa anima possiamo trovare parti dentro di noi.
La lettura è un rapporto diretto, molto più profondo e spirituale di quanto si possa immaginare. Per questo sono esistiti libri che hanno influito sul pensiero e sulle emozioni di intere generazioni.

UN MODO PER LEGGERE

un modo per leggere

Esiste una “tecnica”, o un modo per leggere? Forse sì, se prescindiamo da una semplice lettura che abbia il solo scopo di intrattenerci e divertirci. In effetti, scrivere o leggere un libro, non sono cose molto diverse dal parlare o dall’ascoltare. Si tratta sempre di stabilire un contatto. In qualche modo entriamo in rapporto con l’autore e con parti di noi stessi che possiedono similitudini con ciò che leggiamo.

Se studiamo un testo scientifico, o specificatamente tecnico, ciò che attiviamo è la parte intellettiva. Questo può valere anche per trattati di ordine psicologico o filosofico. Si tratta di leggere e riflettere sui contenuti letti, partendo dal presupposto che il seguito della lettura abbia una coerenza con le parti precedenti.
Cosa si verifica, invece, se leggiamo un libro che fonde contenuti complessi di tipo filosofico, con aspetti che richiedono una partecipazione emotiva? Per chi conosce questi testi, un tipico esempio sono i Libri della “Saga dell’angelo”, dove esiste contemporaneamente uno spazio di narrativa, fuso a concetti filosofici e spirituali. In questo caso esistono dei personaggi che attraversano esperienze emotive e psicologiche che possono sovrapporsi a quelle del lettore. Insieme ad esse, vi sono momenti di vero e proprio insegnamento teorico. In un caso di questo genere, la lettura non può attivare solo la parte intellettiva, perché vi è anche la necessità di aprirsi dal punto di vista emotivo, per cogliere con la giusta sensibilità le sfumature legate agli avvenimenti e agli aspetti psicologici dei personaggi, dato che l’insegnamento teorico non è mai dissociato da essi.

Un altro esempio di questo genere di letteratura, sebbene molto più semplice rispetto al caso della “Saga” suddetta, è rappresentato dal famoso e bellissimo libro di Herman Hesse: “Siddharta”. Anche in questo caso i comportamenti e le avventure del personaggio nascono dalle modifiche interiori e spirituali che esso vive, e quindi non solo i concetti teorici, ma anche l’esperienza emotiva di Siddhartha, diventa materia di studio per una comprensione maggiore.

Ecco, un libro, se non si tratta di un manuale, di un semplice racconto di avventure, o di un testo scientifico, è sempre un viaggio compiuto attraverso l’intelletto e le emozioni, che per una vera e viva lettura, devono completarsi vicendevolmente.
Leggere un libro di questo genere e in questo modo, perciò, è immensamente diverso dal guardare un film o ascoltare un podcast, perché si trasforma in un percorso che stimola le qualità proprie al lettore, e può essere contemporaneamente un momento di profondo rilassamento, una forma di meditazione, e uno studio di se stessi e della realtà. È qualcosa di vasto e vivo, che conduce in un viaggio di scoperta che poche altre esperienze sono in grado di offrire.

Per queste ragioni, è davvero peccato che la lettura stia diventando sempre più un’esperienza di pochi.
Continuando in questo modo avremo una ricaduta nelle epoche oscure in cui solo pochi intellettuali e menti sviluppate potevano permettersi il lusso di leggere e imparare sulla vita tutto ciò che gli altri ignoravano e avrebbero continuato a ignorare.
Mi auguro vivamente che sia soltanto un momento di passaggio, e non la rappresentazione del futuro umano, perché la lettura, soprattutto di argomenti che trattano temi umani e profondi, sviluppa la sensibilità emotiva e l’intelligenza come pochissime altre cose. E sappiamo bene come tali qualità siano sempre più vitali in questa epoca.

Lascia un commento