ESSERE LIBERI

Cosa significa essere liberi? Chi è veramente una persona libera? Nell’epoca attuale assistiamo a un dibattito crescente sulla mancanza di libertà e sullo sviluppo di una tecnologia attraverso la quale osserviamo una costante riduzione di libertà e privacy. Questo è certamente vero ed è un pericolo crescente. Però, dovremmo porci una domanda: prima dell’avvento delle nuove tecnologie, l’essere umano godeva di maggiore libertà? E ancora: in un mondo distopico che sempre più si avvicina alla fantascienza, e non sempre in modo positivo, un individuo che abbia conquistato la propria libertà interiore, può essere psicologicamente ridotto in schiavitù?

LA VERA LIBERTA’

la vera libertà

Da sempre in Occidente esiste questo detto: “Il potere corrompe”. Su questa affermazione potremmo porci un’altra domanda: siamo sicuri che chi appare corrotto dal potere non lo fosse già da prima di ottenerlo, ma semplicemente la sua natura non fosse visibile per mancanza di possibilità?  Analogamente, esiste veramente qualcosa che possa togliere la libertà individuale, e parlo di libertà in termini psicologici ed emozionali, può esistere una qualsiasi forma di condizionamento, di controllo o suggestione esterna, che possa esercitare il suo potere su chi ha raggiunto un reale grado di libertà interiore?

Nel passato della storia umana e con maggior spessore in Oriente, è esistita una ricerca filosofica, metafisica e matematica, sulla reale possibilità di realizzare un completo stato di Libertà, svincolato da gran parte dei limiti che ci assoggettano. Questa visione implica per forza di cose uno studio e una comprensione profondi e completi, sulla natura umana e sulle possibilità insite nell’uomo.

Per sapere fin dove possiamo spingere una macchina, dobbiamo necessariamente conoscerne le meccaniche. Questo vale anche per l’essere umano. Senza nessuna eccezione. La difficoltà maggiore consiste nel riuscire a scorgere concretamente il grado di assenza di libertà presente nelle nostre vite. Incapacità di essere liberi dai propri schemi mentali e pulsioni emotive.

QUALCOSA DI ANTICO

qualcosa di antico

In Oriente (definizione generica con la quale indico alcune aree geografiche ed alcune antiche culture), è stato scritto molto sul nostro transito terreno e sul suo significato. La filosofia indiana considera la vita terrena come uno spazio-tempo in cui dovremmo comprendere la natura della nostra umanità e liberarci dai limiti indotti dall’ignoranza (perché l’ignoranza genera sofferenza). Il termine Maya, che all’incirca possiamo tradurre come velo d’illusione, è il perno centrale di questa visione, la quale presenta l’idea che nulla di ciò che percepiamo e sperimentiamo, sia come appare.

Rispetto alla vita reale, il mondo dei sogni rappresenta una realtà alternativa e confusa; nel corso del sonno sembra concreta e veritiera ma, al momento del risveglio, si rivela per quella che è. Analogamente, una certa concezione filosofica (in realtà non solo propria all’Oriente), identifica le nostre percezioni quotidiane come un “sogno ad occhi aperti” e suggerisce che l’uomo colga la realtà che sperimenta come in un gioco di specchi, entrando in rapporto (in se stesso e al di fuori) con una serie infinita di riflessi, riverberi di cause che rimangono nascoste ai suoi occhi.
Queste cause celate racchiudono i significati e gli scopi della vita ed anche i codici di quelle leggi universali che ci permetterebbero di liberarci, emancipandoci da un’infinita serie di condizionamenti che limitano le nostre possibilità (impedendoci di essere felici e appagati).

Con maggiore semplicità, possiamo affermare che tutto quello che facciamo ruota attorno a limiti imposti di cui non siamo consapevoli. Nel film “Matrix” si teorizza un mondo virtuale nel quale ogni essere umano è inserito, convinto di vivere una vita reale. Secondo antiche e per nulla superficiali teorie, non siamo molto lontani dalla realtà. In altre epoche è stata usata l’immagine del sogno, ma l’idea di fondo è la stessa (e per quanto il film sia indubbiamente originale, il concetto presentato è – a grandi linee – alquanto antico).

Si tratta di una visione che ribalta il concetto stesso di libertà, così come ordinariamente può essere concepito. Secondo questa visione, noi sperimentiamo un mondo virtuale, entro cui siamo liberi di scegliere cosa comprare e mangiare e poco più, ma non abbiamo nessuna possibilità di muoverci al suo esterno.

IL RISVEGLIO INTERIORE

il risveglio interiore

La vera Libertà corrisponde al Risveglio dallo stato onirico in cui viviamo, risveglio che ci permetterebbe di entrare in contatto con le vere cause dei fenomeni interni ed esterni, liberandoci da una montagna di paure e inutili sofferenze psicologiche.
La Libertà con la “L” maiuscola è la presa di possesso dei nostri strumenti emozionali e mentali, tramite cui possiamo lanciare uno sguardo dietro alle apparenze illusorie (Maya), per entrare in contatto con una parte di noi stessi che non conosciamo ancora e della quale nessuno ci ha mai parlato; l’unica, che ci rappresenta davvero.

Questa visione sovverte completamente l’idea che la libertà possa provenire dall’esterno di noi stessi e che dipenda dalle condizioni di vita che sperimentiamo.  In effetti, tale concezione non riconosce alcuna Libertà per il solo fatto che viviamo in una “democrazia” o meno, perché l’uomo è asservito alle sue stesse pulsioni, paure e impossibilità di cogliere la sua vera natura e quella dei fenomeni che sperimenta. Per questa ragione, egli non riesce mai ad essere realmente appagato di ciò che ha.

Si narra che Aurobindo, nel periodo in cui fu trattenuto in prigione dagli inglesi (poiché lottava per la liberazione dell’India dal giogo britannico), durante la sua detenzione si dedicasse alla meditazione ed esercitasse un’influenza considerevole sugli altri carcerati. È così: neppure la prigionia fisica, o la malattia, possono imprigionare un animo libero. La vera Libertà, quella che si manifesta in un risveglio della Coscienza, è in realtà la liberazione dai bisogni, dai limiti e dai condizionamenti di un ego coltivato nella Matrix.

Si tratta certamente di un’immagine forte e priva di mediazioni: noi non possiamo essere liberi, quale sia il nostro modo di vivere e la società che ci ospita, finché non ci liberiamo dalle sovrastrutture che non rappresentano ciò che siamo nel profondo.

Coloro che hanno accettato di guardare in faccia e con coraggio i limiti di queste sovrastrutture, ed hanno seguito un percorso consapevole e rigoroso per divenire finalmente liberi, hanno visto scomparire la loro precedente paura della vita, realizzando una forza e una capacità di interazione, certamente straordinari.

Questa è una possibilità alla portata di chiunque, di chiunque viva al proprio interno quel senso di ribellione dato dalla percezione, magari ancora non nitida, di essere costantemente in balia di eventi, emozioni e accadimenti, che nella realtà sono soltanto parti di un sogno in continuo cambiamento. La calma e la pace realizzabili in seguito di questo Risveglio, sono qualcosa di straordinario.

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