ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER AGGIORNAMENTI SU EVENTI E NOVITÀ

Considerazioni sulla Realtà: emozioni, pensieri e forza di gravità

Il periodo che stiamo vivendo, dove tante cose semplici che davamo per scontate non lo sono più, come spostarsi da una città all’altra, oppure spostarsi per fare una semplice scampagnata, ci permette di fare alcune riflessioni. Per alcune persone in questi giorni uscire di casa è fonte di forte ansia, per la paura di poter essere contagiati, e quando sono costrette a farlo per necessità, si proteggono indossando guanti e mascherina, mantenendo il più possible la distanza dagli altri. Altre persone invece sono più rilassate, e sembrano non preoccuparsi più di tanto, continuando a fare la loro vita, compatibilmente con le restrizioni di movimento imposte dai governi.

Partendo da questa osservazione proviamo a porci alcune domande più generali:
Da cosa dipende la visione del mondo che ci circonda?
Che cos’è la Realtà?

Fino all’inizio del 900’ la Scienza Fisica aveva una visione deterministica, basata sulla concezione nata in Occidente con Galileo, secondo la quale – conoscendo in modo esatto lo stato di un sistema in un certo istante – fosse possibile prevedere la sua evoluzione futura e passata, e che il suo comportamento fosse indipendente da un osservatore esterno. Secondo questa visione il tempo è uno “spazio rigido”, all’interno del quale un sistema si muove e cambia in base a leggi ben definite.

Oggi, dopo più di un secolo, sappiamo che le cose non stanno proprio cosi: la teoria della relatività di Einstein, formulata tra il 1905 e il 1916, ci ha spiegato che spazio e tempo sono aspetti relativi di una realtà più complessa, che si uniscono formando una struttura geometrica chiamata spazio-tempo, le cui caratteristiche dipendono dal punto di vista dell’osservatore. Più semplicemente, le distanze di tempo e spazio sono percepite come dilatate o compresse, rispetto a un altro osservatore. Ciò che si conserva è la struttura quadri-dimensionale complessiva dello spazio-tempo.

Un altro aspetto interessante che la teoria della relatività ha spiegato, è che lo scorrere stesso del tempo dipende dalla curvatura dello spazio-tempo, le quale si modifica in presenza di un campo gravitazionale. Per questo motivo i secondi di un orologio, posto in cima a un grattacielo, scorrono più velocemente dei secondi di un identico orologio posto alla base, perché in questo secondo caso il campo gravitazionale è più forte.

Questo non vuol dire che uno abbia più tempo a disposizione tanto più forte è il campo gravitazionale. Si tratta di un fenomeno relativo: osservato dalla cima del grattacielo è come se alla base tutto si muovesse al rallentatore. Sulla Terra, comunque, questo fenomeno è del tutto trascurabile, impercettibile, calcolabile solo dagli orologi atomici usati per misurarlo, e non è in grado di influire sulla nostra vita di tutti i giorni.

Questo fenomeno però diventa molto importante in prossimità di oggetti in grado di generare un campo gravitazionale molto intenso, come i buchi neri, di cui ormai i film di fantascienza hanno fatto largo uso. Nel film Interstellar, per esempio, a causa di questo fenomeno di sfasatura temporale, il protagonista torna sulla terra più giovane di sua figlia, dopo un viaggio spaziale in prossimità di un buco nero,.

A causa del campo gravitazionale molto intenso in prossimità di un buco nero succede un altro fenomeno molto interessante, molto meno conosciuto dai non adatti ai lavori: la trasformazione di forza centrifuga in centripeta. Senza entrare negli aspetti tecnici, che possono essere approfonditi leggendo l’articolo a questo link, accade che avvicinandosi sempre di più alla superficie di un buco nero l’intensità della forza centrifuga, che per sua natura è repulsiva, diminuisce fino ad annullarsi, per poi diventare negativa, cioè attrattiva, diventando quindi centripeta. Questo impedisce a qualunque particella, anche a un fotone (particella di luce fatta di sola energia), di poter rimanere in equilibrio orbitando attorno ad un buco nero.

La spiegazione di questo affascinante fenomeno è legata al fatto che anche le leggi fisiche dipendono da come la realtà è percepita. Secondo la visione della geometria ottica noi percepiamo lo spazio tramite la luce, il cui percorso è influenzato dal campo gravitazionale che curva lo spazio in cui la luce stessa si muove. Come abbiamo visto, la percezione che abbiamo dello spazio-tempo attorno a noi dipende dall’intensità del campo gravitazionale presente, fino al limite, nel caso di un buco nero, di esserne intrappolati e non poter più fuggire. Quindi la natura di una forza e i suoi effetti, dipendono dalla percezione stessa che si ha dello spazio-tempo attorno a sé.

A questo punto proviamo a tornare alle domande che ci siamo posti all’inizio.
Da cosa dipende la visione del mondo che ci circonda?

Per analogia col fenomeno fisico appena spiegato, così come esiste uno spazio-tempo fisico quadridimensionale, proviamo a ipotizzare l’esistenza di uno spazio-tempo emotivo e mentale, all’interno del quale si muovono emozioni e pensieri.
Comunemente si usa dire che pensieri ed emozioni possono essere leggeri o pesanti, a seconda che la loro natura sia positiva o negativa, nel senso di essere piacevoli o sgradevoli.
Il concetto di peso, dal punto di vista fisico è legato alla forza di gravità. Più un corpo è “pesante”, maggiore è la forza di gravità che è in grado di generare attorno a sé. Analogamente, possiamo ipotizzare che un’emozione, o un pensiero, possano generare un campo gravitazionale proporzionale al loro “peso”, e che – se sufficientemente intense – questo sia in grado di intrappolarci al suo interno impedendoci di uscire.
Emozioni come la paura, per esempio, come possiamo osservare in questi giorni, chiudono le persone in casa, chiudono gli stati all’interno dei loro confini, e impediscono la libertà di movimento che prima davamo per scontata. Esattamente come il campo gravitazionale che si origina nelle vicinanze di un buco nero, in grado di catturare qualunque cosa, anche la luce, impedendole di uscire.

La visione del mondo che ci circonda dipende quindi dal campo gravitazionale generato dai pensieri e dalle emozioni che si muovono all’interno del nostro spazio-tempo emotivo e mentale. Ed è quindi più che comprensibile che, di fronte ad un fenomeno apparentemente uguale per tutti, almeno sul piano fisico, ci sia una reazione diversa, in quanto diversi sono i pensieri e le emozioni che ognuno di noi ha.
Perché i pensieri siano diversi dipende ovviamente da tanti aspetti, come la nostra esperienza, ma non solo; gli autori di questo sito ne hanno parlato diffusamente nei loro libri. Ciò che vogliamo osservare, in questa sede, è una possibile interpretazione della diversa percezione di una realtà fisica apparentemente uguale per tutti, in quanto i pensieri che si muovono all’interno di ognuno di noi hanno un peso diverso.

Che cos’è quindi la Realtà?

È chiaro allora che non è possible parlare di una realtà oggettiva uguale per tutti, ed è la Fisica stessa a confermacelo, come abbiamo visto. La realtà dipende dalla percezione dello spazio-tempo attorno a noi, che si modica a seconda del campo gravitazionale, fisico, ma anche emotivo e mentale, in cui siamo immersi, che determina maggiore o minore libertà di movimento all’interno della nostra vita.

Al di là della Fisica, possiamo renderci conto di tutto ciò proprio in questi giorni, per esempio osservando come reagiscono le persone di fronte alla crisi sanitaria che stiamo attraversando. Se abbiamo l’occasione di parlare con una persona cara, che ha una percezione della situazione caratterizzata dalla paura, è praticamente impossibile farle cambiare prospettiva. Le rassicurazioni e i ragionamenti che possiamo fornirle riescono al massimo ad alleviare per un po’ il peso delle emozioni più grevi, allontanando momentaneamente la persona dal centro di gravità formato dai pensieri su tutto ciò che di negativo potrebbe accadere. Ma poi, il bombardamento mediatico nel quale siamo immersi, e la solitudine con cui tutti dobbiamo confrontarci, specialmente in questo periodo, ha il sopravvento.

Per andare sulla Luna, e sganciarsi dalla forza di gravità terrestre, l’essere umano ha dovuto comprendere la natura di questa forza che lo tiene ancorato al suolo, e calcolare la velocità di fuga necessaria per liberarsi dall’attrazione terrestre. Allo stesso modo dobbiamo imparare a riconoscere la natura dei pensieri e delle emozioni che si muovono al nostro interno, imparando a prendere le distanze da quei pensieri ed emozioni particolarmente pesanti che ci tengono bloccati, impedendoci di pensare liberamente.

Come un satellite è in grado di rimanere in orbita attorno a un pianeta, mantenendo un perfetto equilibrio tra forza di gravità e forza centrifuga, è possible trovare al nostro interno quell’equilibrio tra pensieri ed emozioni che ci permette di mantenere, come cantava Battiato, un centro di gravità permanente. Questo, anche grazie a strumenti come la Meditazione, di cui più volte si è parlato in questo sito.

Ilia Musco (astrofisico, studioso ed esperto di buchi neri)