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La forza del cambiamento

(tratto da precedenti post di Facebook)

Non è vero che evoluzione e progresso significano “andare sempre avanti”. A volte si ottiene un progresso tornando sui propri passi, se gli ultimi fatti erano sbagliati. Questo post non parla di società e nemmeno di quello che potrebbe averci condotto a questa pandemia. Desidero parlare di Scienza Interiore; ma, per farlo, parto dalla situazione mondiale attuale.
Abbiamo reso invivibile questo pianeta, riducendo le nostre difese immunitarie e allungando la vita senza renderci più sani. Centinaia di milioni di persone vivono di medicinali. Centinaia di milioni di persone soffrono di malesseri psicologici ed emozionali. Altrettante sono colpite da continui malesseri e debolezza cronica, che sono abituate a considerare normali. Non cercate risposte nell’industria farmaceutica perché – appunto – è una grande industria. Non cercate risposte sociali nella finanza globale, perché è parte di ciò che ci ha condotti sin qui. Si potrebbero cercare risposte nella politica, se la politica riprendesse autonomia rispetto ai grandi interessi finanziari che hanno schiacciato la visione etico-filosofica da cui i politici dovrebbe trarre linfa vitale.

Per andare avanti, occorre una fase di riflessione.
La natura (o chi volete voi), la sta imponendo a tutte le nazioni.
Che uso vogliamo farne?
Qualcosa di simile accade su un altro piano. Negli ultimi trent’anni ho assistito a una progressiva e inesorabile superficializzazione di quelle Scienze Interiori che un tempo erano guardate con rispetto, o ignorate del tutto. Meglio ignorare e non conoscere, piuttosto che deformare, perché quando deformiamo qualcosa, lo rendiamo inutilizzabile per tutti coloro che possono entrarvi in contatto.

In questa epoca molte persone, in numero crescente, stanno mostrando il loro interesse nei confronti di antiche forme di saggezza, prime fra tutti lo Yoga e le varie forme di Meditazione. Proprio adesso, momento in cui l’interesse è crescente, anche da parte di una certa scienza, chi cerca un contatto si scontra con un muro di sciocchezze e invenzioni dell’ultimo momento. Questo fenomeno – è una mia personale opinione – ha investito perfino chi praticava seriamente queste discipline, confondendolo e portandolo all’esterno del nucleo centrale di ciò che esse rappresentano (e della loro reale importanza).

Il vero e unico problema è il sonno della coscienza e la globale mancanza di conoscenza di cosa sia l’umanità, questo pianeta e la vita stessa. Vivendo quasi esclusivamente correndo dietro ai piaceri più banali, in una società che ci ha condizionati al desiderio dell’inutile, ogni voce che mette in guardia su questa ignoranza, cade nel nulla. “Una voce che grida nel deserto”, come recita un ben noto testo.
Oggi non poche persone, in tutto il mondo, cercano di denunciare tutto ciò che di sporco esiste dietro a questa pandemia, quello che grandi gruppi di potere si preparano a fare per ridurre la libertà individuale, ostacolando la comunicazione di voci fuori dal coro. Molti denunciano la volontà di trasformare la “medicina” sempre più in una forma di controllo di massa.
Ma… tutto ciò è accettato dalle persone stesse. Puoi mettere in gabbia una tigre o un leone, ma non puoi ridurli a un gregge che segue supinamente un pastore. Puoi farlo solo con le pecore.

Siamo noi stessi ad aver accettato, decennio dopo decennio, le lusinghe di un sistema che ci ha resi sempre più deboli e dipendenti. E dove le lusinghe non bastano, si usa il metro della paura; perché, se una persona ha paura, è disposta a seguire chiunque gli suggerisca una soluzione, anche se quella soluzione la porterà al macello.
Non basta il pensiero. Non è sufficiente riflettere e ascoltare chi è a conoscenza dei retroscena che la comunicazione ufficiale non denuncerà mai. Queste cose non bastano, perché non sono in grado, da sole, di sedare la paura, la sfiducia e l’attaccamento a quei mille insulsi bisogni con i quali l’umanità è stata drogata. Per poter tornare a fruirne e per sedare ogni timore, i più saranno disposti ad accettare qualsiasi proposta, anche la più assurda, anche a costo di assumere sostanze create per scopi diversi da quelli propagandati.
Questa è la vera debolezza della nostra società.

Il movimento che ha permesso a Gandhi di liberare l’India non muoveva i suoi passi dalla leadership di un grande uomo, ma dalla cultura millenaria di un continente che aveva nel suo animo i geni spirituali che gli hanno permesso di accogliere un messaggio complesso e difficile, fatto di fermezza assoluta nella non violenza; fatto di una disubbidienza alla tirannia che non si basava sullo scontro violento, ma sull’essere solidi e stabili come montagne.
Quando noi parliamo di Meditazione e di Scienze Interiori, nei nostri libri, parliamo di questo. Non di una debole e fumosa propensione a una beatitudine stile New Age, ma di una determinazione forte e calma, nel voler toccare una parte di sé stessi che può donare l’immunità nei confronti della falsità, dell’arroganza e della paura.

Non è la ricerca di un’egoistica e debole pace personale, ma la marcia verso un centro interiore che non può essere scosso da nulla e che può, per questo, sviluppare sempre più lucidità e potere individuale.
Senza questo percorso, se non capiamo che ideologie e riflessioni non possono bastare, non vi sarà mai nessun reale cambiamento, ma solo semplici rimescolamenti del solito mazzo di carte. Se nemmeno in questo momento storico si riesce a comprendere questo, in una fase in cui la libertà e la salute di tutti è ancor più a grave rischio, allora ci meritiamo tutto quello che accade e che potrebbe accadere in futuro.

Guardate le montagne: solide, potenti e maestose. Non dobbiamo essere fuscelli scossi dal vento, ma uomini e donne solidi, equilibrati, nobili e fermi. Questo è ciò verso cui dovremmo aspirare. La saggezza può venire con il tempo e con il desiderio di conoscere. Non c’è fretta per questo, ma il mondo ha bisogno adesso di menti e cuori stabili, capaci di rimanere immobili nella tormenta, di non spaventarsi, di rappresentare punti di riferimento per chi è più debole.
Dalla valanga di fake news che affollano i social e la rete, e dalla tempesta di informazioni che provengono dalla televisione, dai giornali e dalle radio, credibili o meno, traiamo l’immagine di un mondo che è il riflesso della paura. Un mondo che centinaia di migliaia di menti agitate contribuiscono a ricreare quotidianamente.
Le persone non hanno solo paura di ammalarsi, ma del cambiamento. Il cambiamento spaventa. È il timore di perdere le proprie consolidate abitudini, rappresentazione di una società fanciulla ed egoista.

Il mondo che guardiamo alla televisione non esiste. L’Occidente ricco e opulento è qualcosa di virtuale e non allineato alla natura del pianeta. La nostra incapacità di far fronte – psicologicamente prima che materialmente – all’inaspettato, al cambiamento, alla vita vera, è la più profonda debolezza di questo secolo.
Fiumi di parole, teorie, filosofie, lasciano il passo all’inquietudine per il presente e per il futuro. Quanta illusione, nel comune modo di guardare alla vita e a sé stessi. Questa è una tragica ma grande occasione per svoltare al nostro interno, per conquistare un centro indipendente e stabile, meno affamato e bisognoso dell’inutile.

La debolezza viene dai continui bisogni che sovrastano ciò che veramente conta: gli affetti, l’amicizia, l’amore, la condivisione, la capacità di prendersi per mano nella vita. Questo è ciò che va ritrovato, o creato per la prima volta. Tutto il resto è solo “polvere mossa dal vento”.
Per trovare questo centro stabile che permette di riconoscere l’essenziale dall’inutile, occorre guardarsi dentro ma non in modo psicologico. Il pensiero non basta, nemmeno quando è ben condotto. Occorre la vera introspezione, la capacità di sentire cosa sia un’autentica e concreta calma, che non dipenda da fenomeni esterni.

Oggi anche la Meditazione è stata per lo più ridotta a un gioco superficiale per gente annoiata. Occorre uscire da questa superficialità e non consegnare la nostra raggiungibile felicità a pseudo-esperti rappresentativi di quel mondo che ci ha condotti sin qui, i quali parlano con presuntuosa arroganza, eleggendosi a classe superiore e dimenticando che le loro teorie e le loro presumibili conoscenze hanno portato in questo mondo assai poco di rilevante e profondamente umano.
Non sempre la Conoscenza sorge da coloro che ritengono di sapere; a volte può germogliare dal desiderio, primo fra tutti il desiderio di un reale cambiamento. Può svilupparsi dal basso e non dalla cima di quella piramide che ha creato il mondo che vediamo (e subiamo).

Io ho praticato Meditazione da tutta la vita. Non sono un semplice “insegnante” di meditazione, ma un uomo che ha toccato in profondità i segreti che tale pratica può rivelare. Non parlo di ciò che ho letto, ma di quello che conosco per esperienza diretta.
La Meditazione Profonda può renderci solidi come montagne, adattabili come l’acqua, leggeri come l’aria, caldi come il fuoco. Questa scienza non va distrutta attraverso il parlarne e l’insegnarla superficialmente, trasformandola in una nuova moda come occasione di business per novelli apprendisti. È qualcosa di serio.

In questo momento, difficile, sofferto, ma anche foriero di nuove possibilità, è ciò che di più intelligente ognuno può cercare di sperimentare, anche nella non conoscenza e tramite semplici tentativi. Un inizio è sempre un inizio. Questo momento passerà; necessariamente e matematicamente, passerà. Cosa rimarrà dopo? Quali paure o smarrimento? Come può cambiare il nostro mondo?
Il cambiamento deve partire dall’interno, da ogni persona, da ognuno di noi. Non più attraverso le sole teorie e i grandi entusiasmi di facciata, ma trovando nuove e potenti risorse all’interno di sé. Non si ottiene questo tramite la sola riflessione e l’indagine mentale. Occorre scendere in sé stessi, dove risiedono una calma e una lucidità insospettabili. In chiunque.

Questo è il solo futuro percorribile: scoprire la profondità di ciò che siamo e portarla alla superficie, per illuminare la mente e scaldare il cuore. Iniziando adesso, perché il presente è l’unica realtà che esiste; l’unica, che ha il potere di plasmare il futuro.

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