Riflettere e aprire gli occhi

Riflettere e aprire gli occhi

Il 15 dicembre 2019 abbiamo concluso l’impaginazione del libro “Futuro proximo”, che avrebbe dovuto essere pubblicato questo mese. Sfortunatamente, l’attuale situazione ha paralizzato molte attività, nelle quali è rientrata anche l’azienda che stampa i nostri testi. Ci auguriamo di poterlo presentare a tutti al più presto.

“Futuro proximo”, scritto in periodi non sospetti, è decisamente sintonizzato con ciò che stiamo vivendo in questo momento. Il testo che presentiamo qua sotto, tre estratti presi da un capitolo del libro, può forse promuovere un’attenta riflessione sugli eventi in corso, soprattutto esaminandone le possibili proiezioni nel futuro di un mondo sempre più globalizzato.
Le parti sotto riportate, estrapolate da un contesto di 270 pagine, ovviamente non possono essere esaustive. Non lo sono nemmeno in relazione al singolo capitolo da cui sono prese. Tuttavia, riteniamo possano fornire alcuni spunti di riflessione, soprattutto in merito alle informazioni che riceviamo e – pur senza voler fare della dietrologia – in merito al “dietro le quinte” di ogni avvenimento mondiale (sia esso politico, economico o scientifico).
“Futuro proximo” presenta alcuni fenomeni e alcuni fatti di cui non tutti sono al corrente; ma, soprattutto, espone soluzioni individualmente percorribili.

Oggi si sta insinuando una nuova “religione”, assolutamente diversa e integralmente votata al materialismo: la scientocrazia. Attraverso articolate e sottili forme di condizionamento psicologico e di imposizioni sociali, questa “corrente di pensiero” è arbitrariamente utilizzata per rendere l’essere umano totalmente dipendente dalla tecnologia e dallo scientismo, proposto in maniera tale da scollegarlo dalla sua parte spirituale.
L’effetto è quello di realizzare il più ampio e completo controllo sulla vita delle persone e sulla loro capacità di pensare, distaccandole contemporaneamente da ogni pulsione diretta all’empatia, all’amore e alla spiritualità.
Questa tendenza non ha a che vedere con la scienza o la tecnologia in sé stesse, le quali non hanno alcuna valenza negativa, ma con un fenomeno di altro genere, che approfondiremo in altro capitolo.
Il termine “scientocrazia” indica una tendenza sociale e politica che non ha relazione diretta con gli studi e la ricerca scientifica, ma piuttosto con una forma di pensiero mirante a creare una nuova “casta governante”, i sacerdoti della quale sono “scienziati” (ci permettiamo di mettere il termine tra virgolette, proprio in rispetto alla vera scienza).

Nel 1627 fu pubblicata un’opera del famoso Francis Bacon, dal titolo “Nova Atlantis”, che ipotizzava una società ideale, interamente diretta da una guida proveniente da uomini di scienza.
In realtà il termine “scientocrazia” nasce nel più tardo 1877, ad opera di Florence Caddy. La visione di quest’ultimo, decisamente positivista, implicava l’idea che, se le persone fossero state informate dal punto di vista scientifico (inteso come l’unico accreditabile), non avrebbero potuto far altro che agire e scegliere sempre per il meglio.
Concezione non necessariamente negativa (anche se discutibile), non fosse per il fatto che la tendenza assunse presto una direzione assai prossima al concetto di “casta direttrice”: lo scientismo come nuova dottrina per l’umanità.

In tempi più recenti, nuovamente citando i termini di cui sopra, il medico e scienziato Peter Ubel, fece la seguente precisazione: “Quando parlo di Scientocrazia, allora, non sto parlando di un mondo governato dagli scienziati comportamentali, o qualsiasi altro tipo di scienziati. Invece, sto immaginando un governo del popolo, ma informato dagli scienziati”. (Estratto da un articolo del 2009, dal titolo “Scientocracy: Policy making that reflects human nature“).

Naturalmente è un bene che le persone siano informate su ogni genere di scoperte scientifiche, perché in questo modo si possono evitare molti danni legati all’ignoranza sulle leggi naturali.
Ma… è davvero così?
Sulla carta il discorso non fa una piega ma… nella realtà?
Di fatto, il genitore che è obbligato a vaccinare i suoi figli, è semplicemente informato e poi libero di scegliere?
Siamo liberi di scegliere quando ci “informano” delle meravigliose potenzialità delle nuove reti in 5G? O non siamo piuttosto costretti ad accettare quello che accadrà, quando si potranno comprare solo cellulari sempre più simili a forni microonde, in cui cuocere il nostro cervello?
Cosa significa “governo del popolo informato dagli scienziati?”.
Non è forse vero che ormai è sempre più difficile evitare di uniformarci a quello che afferma la scienza? Chi, tra la gente comune, ha la possibilità di stabilire se le conoscenze che riceviamo sono vere o false?

Ciò che noi veniamo a sapere dipende unicamente dai media. E questi ultimi sono forse totalmente liberi da poteri economici e politici? Chi li informa su ciò che devono comunicare? E sono davvero liberi gli stessi operatori scientifici? Chi può osare, oggi, contraddire un collega che riveste un ruolo di maggior prestigio nella comunità scientifica, senza rischiare un rallentamento della propria carriera?
La tendenza che va diffondendosi nella direzione di una visione scientocratica contiene molti elementi decisamente oscuri e poco rassicuranti; ma andiamo con ordine, perché si tratta di un discorso veramente complesso, che può generare un certo disagio in chi desideri approfondirlo.
In questo capitolo lo tratteremo senza speciali approfondimenti, che ognuno potrà personalmente compiere in rete e tramite libri.
Il nostro scopo è in parte quello di informare, di portare l’attenzione su un reale problema, e – in parte maggiore – di evidenziare in quanti sottili modi è possibile operare cambiamenti sociali senza che le persone si rendano conto della direzione verso cui sono instradate (attraverso suggerimenti e condizionamenti).

La soluzione a qualsiasi tentativo di regresso evolutivo passa attraverso l’energia della Nuova Era, con la sua potente carica empatica e la propensione a promuovere quel cambiamento che rende forti verso ogni influenza, perfino dal punto di vista chimico e genetico.
Se esiste – ed esiste da sempre – una dimensione che opera noncurante della libertà umana, rallentandone ogni possibile evoluzione, va anche detto che la risposta più efficace è il risveglio delle coscienze.
Infatti, qualunque alterazione, chimica o genetica, e qualsiasi influenza visibile o invisibile, è meno forte quando incontra una mente libera, una coscienza capace di amare e un’individualità consapevole e spiritualmente autocosciente.

… omissis

Naturalmente non siamo gli unici a denunciare questi fatti. Scienziati, biologi, genetisti, sociologi, psicologi, medici, politici e giornalisti, in tutto il mondo hanno espresso il loro pensiero e messo in guardia per un andamento globale che diventa sempre più minaccioso, in relazione al clima, ai danni ambientali e alle possibili derive scientifiche.
Proprio questo fatto dimostra che dietro a tutto ciò esiste una precisa volontà. Non si tratta di semplice non visione, di ignoranza, di miopia, perché moniti di vario genere sono giunti da aree sociali differenti e anche da veri esperti in campi diversi.
Ciò che noi sosteniamo è che la visione comune, secondo cui tutto è sporcato e deformato a causa di poteri economici e dalla brama di guadagni, rappresenta solo un aspetto del problema. Dietro esiste altro, di assai meno visibile e soppesabile.

Fortunatamente esiste anche un altro fenomeno da considerare: la reale natura dell’essere umano e di questo universo. Lo abbiamo già spiegato altrove: ogni piano mirante a eliminare il lato spirituale dalle persone, a lungo termine è destinato a fallire.
Non può che fallire, perché la realtà che viviamo su questo pianeta è solo un aspetto della nostra esistenza. Il nostro corpo fisico è ciò tramite cui apprendiamo nuove leggi universali, evolvendo attraverso l’esperienza materiale. Nulla di più.
Non è l’unica realtà che ci appartiene.
Ciononostante, le guerre hanno accompagnato la vita umana sin dalle sue origini, producendo immani sofferenze. Anche se verrà un futuro in cui esse scompariranno dal pianeta, il presente sulla Terra può essere peggiore o migliore. Dipende anche da noi. Si tratta di capire come vogliamo vivere oggi e quale futuro vogliamo lasciare ai nostri figli.

Quando si parla di “evoluzione”, sia essa materiale o coscienziale, ci si riferisce sempre a tempi molto lunghi. Per chi riconosce la realtà del processo di reincarnazione, significa anche stabilire come vogliamo trovare questo pianeta al nostro ritorno.
Il presente è un fatto tangibile ma il concetto di “futuro” è qualcosa di estremamente variabile. Futuro può essere domani, come anche fra centomila anni. Per questa ragione, quando si diventa consapevoli della necessità di un cambiamento, l’agire perché si verifichi deve essere compiuto nel presente e non in un incerto futuro.
Lo sviluppo di una dimensione Spirituale è la risposta più efficace e potente ai movimenti che mirano a renderci idioti, malleabili e tossici. Gli effetti della chimica e delle influenze invisibili – di tipo tecnologico o biologico – colpiscono in misura assai minore chi ha risvegliato in sé una consapevolezza interiore di livello superiore.

… omissis

Più aumentano le qualità empatiche e la propensione all’amorevolezza, accrescendo consapevolmente una vera capacità di pensare liberamente, tanto più la coscienza individuale “aderisce” alle funzioni psicofisiche, proteggendole da alterazioni e influenze esterne, materiali o immateriali che siano. Lo sviluppo di una spiritualità consapevole è la più potente barriera che si possa erigere a protezione di sé stessi e di chi si ama.
Contemporaneamente, una vera e consapevole crescita interiore diffonde un risveglio in coloro che frequentiamo, compensando in misura minore o maggiore i condizionamenti miranti a rendere le persone passive e incapaci di visione e reazione. Occorre cambiare sé stessi, per cambiare in meglio il mondo in cui si vive!
E cambiare… si può!

Non parliamo di argomenti che possono generare qualche malessere ritenendo che non si possa fare nulla; al contrario, è proprio parlandone che diventa possibile generare un’onda di resistenza alla sempre maggiore perdita di valori e di affettività. E anche, diciamolo pure, di umiltà e intelligenza.
I cambiamenti sociali non verranno dalla politica ma dall’influenza che i popoli avranno sui loro governanti, affinché essi stessi cambino le loro posizioni. È già accaduto nel passato in molti momenti e accadrà ancora.
Qualche segnale, si vede già.
Ma… è importante sviluppare un pensiero libero, elevarsi oltre la paura e… aprire bene gli occhi.

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