Amore

L’Amore

È uno dei fenomeni più misteriosi dell’esistenza.

L’Amore può essere diretto a qualsiasi cosa, e sfugge a qualsiasi logica. Come se si muovesse su un binario magico, dove i treni passano senza preavviso e senza un perché.Una delle caratteristiche più affascinanti dell’amore è che si sprigiona in totale assenza di motivazioni che abbiano una coerenza visibile. Talvolta ci s’innamora di qualcuno di così diverso da noi, da far fatica a instaurare uno straccio di decente relazione, ma l’attrazione che si sperimenta è comunque molto forte.Tante sono le forme in cui l’amore si manifesta: l’amore per i figli, l’amore per un compagno o compagna, l’amore verso gli altri e verso i multiformi aspetti della vita. Ma, in qualsiasi caso, più l’amore è scevro da egoismi e bisogni, più è libero ed elevato.
Questo, almeno, è ciò in cui io credo sempre più fermamente.

L’amore dissolve la paura, l’attaccamento, l’aspettativa, il desiderio di ricevere per sé.
Man mano che diventa consapevole e profondo, ci allontana da questi stati d’animo egoistici e da tutto ciò che fondamentalmente spinge nella direzione del proprio esclusivo interesse.È come se questo principio si nutrisse di se stesso, riducendo progressivamente gli aspetti egocentrici tipici della natura umana.Così, il classico “se mi ami fai questo per me”, si trasforma in “poiché ti amo, puoi fare ciò che vuoi”.

Credo che esistano molti modi di amare, perché l’amore dipende dalla coscienza dell’individuo e dalla sua consapevolezza. L’amore è una sola e unica forza che attraversa tutto ciò che esiste, ma può essere espresso in maniera differente. Così come in India si è propensi a ritenere che esista un solo Dio, il quale si enuncia per mezzo d’innumerevoli manifestazioni divine, io sono propenso a ritenere che esista una sola forza unificante che definiamo Amore, la quale si manifesta attraverso diverse forme, in base al modo in cui un essere percepisce la vita, alla sua aderenza al mondo e alla sua evoluzione interiore.

È abbastanza comune pensare di studiare le conoscenze di altri popoli per comprendere maggiormente la natura e la vita. Io credo che si dovrebbe ugualmente mettersi a scuola per imparare i diversi modi di amare, perché ogni qualità dell’amore è un aspetto di qualcosa di più vasto.L’amore immaturo dice: “Ti amo perché ho bisogno di te”.
L’amore maturo dice: “Ho bisogno di te perché ti amo”.

Questa definizione appartiene a Erich Fromm ed è piuttosto interessante come punto di vista, perché sottende un’unicità del concetto di amore, il quale può esprimersi diversamente secondo la maturazione coscienziale di chi lo sperimenta. Ciò implica che l’amore non è un semplice sentimento, ma qualcosa di più vasto e trascendente: un principio che avvolge tutto ciò che esiste e sta oltre la natura umana, sebbene l’uomo ne sia parte e possa sentirlo al suo interno. L’amore esiste di per sé, come forza unificante presente in tutto l’universo. Ognuno di noi, secondo la propria consapevolezza individuale, è in grado di percepirne e rifletterne alcuni aspetti piuttosto che altri.

“Ti amo perché ho bisogno di te” enuncia un’idea che potrebbe facilmente essere archiviata sotto la voce “egoismo”; ma si tratterebbe di un’analisi troppo superficiale e frettolosa. Come afferma Fromm, possiamo considerarla una forma di amore, anche se immatura.Chi ha mai detto che una persona egoista o superficiale non possa amare?
Proprio perché l’amore è una forza che esiste di per sé, chiunque può attingervi al proprio interno; però, come l’acqua scivola sul vetro ed è invece assorbita da un morbido tessuto, in modo similare gli aspetti più profondi e caldi dell’amore scivolano su una coscienza immatura, mentre sono assorbiti da una più matura, impregnandola totalmente.

Stando così le cose è possibile imparare ad amare, non cercando di amare, ma lavorando in sé stessi per maturare come uomini e donne. Più si sviluppa una libera consapevolezza della realtà e della vita, più si accresce la capacità di percepire l’esistenza attraverso il “cuore”, costruendo lentamente l’habitat interiore in cui può germogliare il seme dell’amore.

“Ho bisogno di te perché ti amo” offre più rilevanza al sentimento in sé, piuttosto che al bisogno. Ti amo e questo mi porta al bisogno della tua presenza, del contatto, della fusione.
Esiste sicuramente una fase ulteriore e più profonda, non enunciata nella proposizione di Fromm, che possiamo esprimere nel seguente modo: “Ti amo, al di là del mio bisogno”. È ciò che sul piano umano si può sperimentare per un figlio e che più raramente è vissuto nei confronti di un adulto. Quando la felicità e il benessere di chi amiamo diventano l’unica cosa capace di darci pienezza, allora il bisogno personale passa in secondo piano (se proprio non scompare del tutto). È l’anticamera di quella maturità nell’amore che la letteratura di tutti i tempi ha poi descritto come Amore Spirituale.

Duemila anni di cristianesimo non hanno chiarito molto cosa sia l’amore. Ci parlano dell’amore di Cristo da quando siamo bambini ma, al di là della retorica e delle frasi fatte, è del tutto improbabile che si possa comprendere la natura di un amore del tutto puro, ossia riflettente al massimo grado quel Principio che esula dai sentimenti umani e che avvolge l’intero universo. L’amore non è mieloso pietismo.

Esiste un passo molto bello, presente in un apocrifo, in cui si afferma che un discepolo, mentre camminava fianco a fianco a Gesù e ad altri allievi, indicando Maria Maddalena chiese al Maestro: “Maestro, perché ami lei più di noi?..”
Gesù rispose: “Chiedetevi piuttosto perché non amo voi quanto lei.”
Dissertare sul fatto che tale colloquio sia realmente avvenuto è un passatempo inutile.
È comunque significativo, perché indica qualcosa di importante da comprendere sul concetto di amore e sulla sua presunta equanimità.
Perché? Perché l’amore ha bisogno di riflettersi.

Quando avviciniamo un diapason a un altro, quest’ultimo entra in risonanza. La stessa cosa non accade se lo accostiamo a un rametto di legno. Affinché l’amore si manifesti in modo visibile, occorre una sinergia. Possiamo provare affetto per chiunque ed essere propensi ad abbracciare ogni essere vivente, ma la scintilla può scoccare solo quando due entità vibrano in sintonia l’una con l’altra. Da cosa dipende questa sinergia? Di fronte a tale domanda è meglio sorridere e tacere, per il fatto che esistono realtà imperscrutabili, capaci di rendere sorprendente e poco noioso il mondo in cui viviamo.

Ma, può esistere una forma di amore che sia totalmente indipendente dallo scoccare di una scintilla e da qualsiasi forma di personale sintonia? Ritengo di si, per quello che vale la mia opinione. È possibile amare con una profondità e un’intensità dolcissime, anche in assenza totale di condivisione e risposta sinergica. Anzi, oserei dire che – forse – questo è proprio il segno distintivo dell’Amore come archetipo superiore e non come sentimento umano. Logicamente, ciò non significa che un essere umano non possa sperimentare un così elevato e benedetto stato di coscienza (anche se è legittimo chiedersi se, con una tale realizzazione coscienziale, un uomo o una donna possano ancora essere considerati “umani”, ossia ragionevolmente uguali ai loro simili).

Non credo esista qualcosa di tanto importante quanto il vero amore. Ritengo che la sola presenza di questa forza, se fosse enunciata anche solo marginalmente fra gli uomini, sarebbe in grado di cambiare totalmente il volto del mondo in cui viviamo. Bisogna essere onesti: esiste poco amore fra gli esseri umani. Per ricordare Fromm, c’è molto amore immaturo e un po’ meno amore maturo; ma certamente l’amore disinteressato e ancor meno l’amore spirituale, al di là delle belle parole, non sembrano appartenere alla società umana. Credo che in parte dipenda da una ridottissima educazione nei confronti degli archetipi universali che sono alla base di tutto ciò che esiste. Se vi fosse una maggiore propensione verso lo studio dei meccanismi psicologici, emozionali e spirituali, che rappresentano la base portante dell’essere umano e della sua relazione con la vita tutta, sarebbe certamente più facile distinguere – sin da giovani – l’illusione dalla realtà.

Perché una cosa è certa: un malato non ha nessuna possibilità di curarsi fintanto che si ritiene sano. Analogamente, finché quelle forme di egoismo e attaccamento che regolano i rapporti umani sono scambiate per amore, sarà molto difficile che nelle persone si generi il desiderio di realizzare pienamente questa potente e meravigliosa Forza Unificante.

Altri Articoli
Educazione al Benessere - dalla paura alla responsabilita
Educazione al Benessere: dalla paura alla responsabilità